L'Ontologia in Italia. Una Guida per gli Studenti di Filosofia
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INTRODUZIONE
Negli ultimi anni anche in Italia si è manifestato un interesse crescente per l'ontologia, ma non esiste una pagina web che presenti agli
studenti italiani le pubblicazioni disponibili nella nostra lingua ed i Centri di studio dedicati all'argomento; il mio obiettivo è di contribuire a colmare,
almeno in parte, questa lacuna; chi desidera approfondire l'argomento con riferimenti agli studi in altre lingue troverà nelle altre pagine del sito
informazioni sufficienti, che non saranno ripetute qui.
Negli ultimi anni in Italia sono stati organizzati alcuni importanti convegni sulla storia dell'ontologia:
- a Bolzano la Mitteleuropa Foundation diretta da Liliana Albertazzi e Roberto Poli ha organizzato diversi convegni dal 2002 ad oggi.
- a Torino a cura del Laboratorio di Ontologia diretto da Maurizio Ferraris nel dicembre 2002 (atti pubblicati nella Rivista di
Estetica n. 1 del 2003).
- a Milano nel maggio 2003 dall'Astufilo - Associazione Studenti di Filosofia dell'Università Statale (atti pubblicati nel volume La
Storia dell'ontologia, edito da E. Storace, 2005)
- all'Università di Bari nel maggio 2008 si è tenuto l'importante convegno internazionale Nascita e trasformazioni dell'ontologia: secoli
XVI e XX i cui atti saranno pubblicati sulla rivista Quaestio. Annuario di Storia della Metafisica nel numero 9 del 2010.
Questi ed altri avvenimenti e la pubblicazione di lavori sia di carattere introduttivo che di livello più avanzato, mi sembrano una ragione
sufficiente per tentare un panorama delle pubblicazioni disponibili in lingua italiana; considerato il carattere informativo di questa pagina, come del resto
di tutto il sito, saranno prese in considerazione opere di diverse tendenze (filosofia analitica, fenomenologia, ecc.): il criterio prevalente per
l'inserimento nella pagina sarà la qualità dei lavori e per i testi più importanti saranno riportati gli indici e dei brevi estratti.
Particolare attenzione sarà riservata ai lavori disponibili in italiano sugli autori compresi nella Tavola degli Ontologi (PDF), che sono quelli a cui sono dedicate pagine monografiche del sito, in parte già realizzate.
Critiche, suggerimenti e segnalazioni di eventuali errori sono particolarmente gradite; il sito è aperto alla collaborazione di tutte le
persone interessate all'argomento che abbiano un contributo originale da dare.
LIBRI RECENTI SULL'ONTOLOGIA
A) TESTI INTRODUTTIVI
- Filosofia e logica . Edited by Carrara Massimiliano and Giaretta Pierdaniele. Cosenza: Rubbettino 2004.
- L' ontologia della proprietà intellettuale. Aspetti e problemi . Edited by Bottani Andrea and Davies Richard. Milano: Franco Angeli
2006.
- Metafisica. Classici contemporanei . Edited by Varzi Achille. Bari: Laterza 2007.
- Ontologie regionali . Edited by Bottani Andrea and Davies Richard. Milano: Mimesis 2007.
- Ontologia sociale. Potere deontico e regole costitutive . Edited by De Luca Paolo. Macerata: Quodlibet 2008.
- Bonino Guido. Universali / Particolari. Bologna: Il Mulino 2008.
- Caputo Stefano. Fattori di verità. Milano: AlboVersorio 2006.
- De Monticelli Roberta and Conni Paolo. Ontologia del nuovo. La rivoluzione fenomenologica e la ricerca oggi. Milano: Bruno
Mondadori 2008.
- Di Lucia Paolo. Ontologia sociale: potere deontico e regole costitutive. Macerata: Quodlibet 2003.
- Ferraris Maurizio. Ontologia. Napoli: Guida 2003.
Indice: Introduzione 3; 1. Dalla metafisica alla ontologia 9; 2. Dalla ontologia all'epistemologia 21; 3. Apriori concettuale 31; 4. Apriori materiale 41; 5.
Prescrivere e descrivere; 6. Il ritorno della ontologia 55; Riferimenti bibliografici 61; ANTOLOGIA. 67-159; Glossario 161-166.
"È nel 1613 (*) che si trovano le prime attestazioni del termine 'ontologia', nelle opere di due autori di enciclopedie filosofiche che operano
indipendentemente l'uno dall'altro: Rudolph Göckel (o Rodolphus Goclenius, nella latinizzazione da lui stesso proposta; Corbach 1547-Marburgo 1628, Antologia,
5), che ne tratta di sfuggita nel Lessico filosofico e Jacob Lorhard - su cui non ho trovato ragguagli -, nel Teatro filosofico, e che credo
codifichino - in qualità di lessicografi - un uso ormai invalso. Non è secondario che questo battesimo abbia luogo nell'epoca in cui si scatena la rivoluzione
scientifica: i metafisici si concepivano come dei commentatori di Aristotele, gli ontologi ritengono - a torto o a ragione - di rompere con la tradizione
aristotelica e scolastica, alla luce dello sforzo di risistemazione metodica delle conoscenze che caratterizza un periodo in cui assistiamo o alla radicale
riforma di saperi tradizionali, come la logica, la fisica e la matematica, o all'invenzione di saperi nuovi, come la semiotica, l'estetica e, per l'appunto,
l'ontologia." p. 14-15
"Le possibilità applicative che si aprono per l'ontologia riflettono le due anime, descrittiva e prescrittiva, che hanno attraversato la nostra storia, specie
nel suo tratto terminale. Nell'approccio prescrittivo, l'opzione di fondo è quella per cui l'ontologia costituisce un elemento di un processo unificato sotto
il profilo epistemologico. L'ontologia, qui, sarebbe una scienza assimilabile alla chimica o alla fisica, sottoposta a revisioni e a progressi determinati da
scoperte empiriche. Se questo è il suo assetto metodologico, quanto alle finalità l'obiettivo è la costituzione di un linguaggio ontologico universale, che
valga per ogni livello di realtà, dal fisico al sociale. Nell'approccio descrittivo, invece, l'ontologia applicata si configura come una riattivazione delle
problematiche delle scienze dello spirito ma con un più marcato impianto oggettivistico.
La prima opzione è prevalente nei problemi su cui portano l'attenzione, nei brani antologizzati, Nicola Guarino (Messina 1954, Antologia, 27) e Barry Smith
(Antologia, 28). Qui il problema è classificare, e l'idea di fondo è dimostrare l'applicabilità dei metodi e delle teorie ontologiche all'informatica,
movendo dall'ipotesi di lavoro che l'ontologia tradizionale abbia tutti gli strumenti per risolvere una della difficoltà principali con cui l'informatica ha
dovuto confrontarsi in questi anni, cioè la ricerca di una lingua franca che semplifichi la condivisione delle conoscenze e la loro comunicabilità, ossia che
permetta l'integrazione sistematica dei database. Tuttavia, anche una buona classificazione e chiarificazione di oggetti ed eventi sociali costituisce un
indispensabile campo di indagine, più vicino agli interessi di una metafisica descrittiva e di una fisica ingenua. Qui il problema è esplicitare
l'ontologia soggiacente a entità e relazioni invisibili e immateriali (diritti, pretese, obblighi, status) che risultano tuttavia, come scriveva un
allievo di Husserl, Adolf Reinach (Mainz 1883-Dixmuiden, Belgio 1917), solide 'come alberi e case', tali dunque da limitare e indirizzare il nostro rapporto
con il mondo, che non apparirà più - come volevano i teorici delle scienze dello spirito - una pura creazione storica, pur rivelando una complessità bene
attestata nel brano di John Searle (Denver 1932, Antologia, 29) con cui si chiude il nostro compendio." pp. 58-59.
Nota di Raul Corazzon: in realtà il termine "ontologia" compare per la prima volta nel 1606, nel sottotitolo della prima edizione di un libro di Jacob Lorhard
(1561-1609) Rettore dell'Università di S. Gallo in Svizzera, "Ogdoas Scholastica", ignorata finora dagli studiosi e da me scoperta il 16 maggio 2003.
- Gnoli Claudio and Scognamiglio Carlo. Ontologie e organizzazione della conoscenza. Lecce: Pensa MultiMedia 2008.
"Questo libro si propone come introduzione critica all'ontologia per la knowledge organization, in primo luogo per rispondere a un'esigenza
editoriale, non essendo attualmente presenti nel panorama librario strumenti analoghi in lingua italiana. Secondariamente, per lo stile prospettico che lo
caratterizza, il testo vuole accompagnare il proprio profilo introduttivo con una proposta di lavoro interdisciplinare e metterne in evidenza le
potenzialità.
A partire da un'indagine sopra il rapporto tra la nozione filosofica di ontologia e le sue varianti "applicative" in ambito informatico e di organizzazione
delle conoscenze, il volume presenta sistematicamente i modelli teorici e applicativi dell'indicizzazione semantica, illustrandone i limiti e le parzialità.
Quale prospettiva di cambiamento e di riorganizzazione del paradigma scientifico, i due autori insistono sull'importanza dell'approccio ontologico nella
risoluzione dei problemi di interoperabilità tra basi di dati e sistemi informativi. Il meta- modello dei livelli di realtà, rielaborato a partire
dall'ontologia di Nicolai Hartmann e mediato da teorie più recenti, può costituire l'architettura di un sistema di organizzazione della conoscenza capace di
presentare I'interconnessione di tutti gli aspetti della realtà e al contempo la loro irriducibile diversità."
- Marsonet Michele. La metafisica negata. Logica, ontologia, filosofia analitica. Milano: Franco Angeli 1990.
- Runggaldier Edmund and Kanzlan Christian. Problemi fondamentali dell'ontologia analitica. Milano: Vita e Pensiero 2002.
A cura di Sergio Galvan
- Toccafondi Fiorenza. L'essere e i suoi significati. Bologna: Il Mulino 2000.
- Valore Paolo. L' inventario del mondo. Guida allo studio dell'ontologia. Torino: UTET 2008.
- Varzi Achille. Parole, oggetti, eventi e altri argomenti di metafisica. Roma: Carocci Editore 2001.
- Varzi Achille. Ontologia. Roma-Bari: Editori Laterza 2005.
Indice: Ringraziamenti V; Introduzione 3; 1. Che cos'è l'ontologia 7; 2. Come si fa ontologia 32; 3. Temi dir ricerca 51; Cos'altro leggere 139; Riferimenti
bibliografici 145; L'autore 175.
"In quanto segue cercheremo di illustrare un po' meglio le ramificazioni di questo genere di considerazioni, intorno alle quali verte gran parte della
discussione filosofica attualmente dedicata all'ontologia. In particolare, nella prima parte (capitoli 1 e 2) ci concentreremo su due ordini di questioni, e
cioè (a) se l'ontologia si riduca davvero alla domanda «Che cosa esiste?», e (b) quali siano gli strumenti di cui ci si può servire per affrontare questa
domanda (ed eventualmente altre che rientrano nel campo d'indagine dell'ontologia). Tanto (a) quanto (b) sono principalmente questioni di carattere
metafilosofico, e fanno tutt'uno con il problema di demarcare il campo d'interesse dell'ontologia rispetto a quello della metafisica in senso lato. Nella
seconda parte del testo (capitolo 3) cercheremo invece di fornire un quadro dei quesiti concreti di cui si occupano gli ontologi nel momento in cui procedono
con l'esercizio effettivo della loro professione, quali che siano la visione di fondo e le metodologie a cui fanno riferimento. Sarà un quadro molto
approssimativo, ma consentirà di identificare almeno alcune delle linee di ricerca attualmente più seguite. Del resto questo sarà anche il nostro limite: tanto
nell'ultima parte quanto nei capitoli che la precedono ci limiteremo appunto al panorama attuale. La storia dell'ontologia meriterebbe un trattamento a parte e
qui non verrà considerata se non in maniera tangenziale." pp. 4-5.
- Velardi Andrea. Verità e realismo. Per una ontologia dei dati della conoscenza. Reggio Calabria: Falzea 2007.
B) TESTI AVANZATI
- "Logica e ontologia," Epistemologia 12 (1989).
- "Oggetti flat," Rivista di Estetica 20 (2002).
A cura di Luca Morena e Achille Varzi.
- Linguaggi dell'ontologia. Atti dell' VIII Colloquio su filosofia e religione, Macerata, 13-15 maggio 1999. Edited by Ferretti Giovanni. Pisa - Roma: Istituti editoriali
e poligrafici internazionali 2003.
- "Ontologia dell'arte," Rivista di Estetica 23 (2003).
A cura di Pietro Kobau.
- "Ontologie," Sistemi Intelligenti 15: 401-569 (2003).
- Significato e ontologia. Edited by Bianchi Claudia and Bottani Andrea. Milano: Franco Angeli 2003.
- Analogia e autoreferenza. Edited by Basti Gianfranco and Testi Claudio A. Genova: Marietti 1820 2004.
Indice: Presentazione 7; Franca D'Agostini:
Autoriferimento e paradossi: una introduzione 9; Alberto cevolini: Analogia fisica, logica delle operazioni noetiche e autoreferenzialità: contributo al realismo riflessivo 75; Joseph M.
Bochenski: Sulla analogia 131; Gianfranco Basti: Analogia, ontologia formale e problema dei fondamenti 159; Alberto Strumia: L'analogia e le scienze 237; Claudio A. Testi: Analogia, logica formale
e paradossi 267; Sergio Parenti: L'analogia dei nomi: dai paradossi al linguaggio teologico 333; Bibliografia generale 365; Notizia sugli autori 389-392.
Dalla Presentazione: "Che
l'autoreferenzialità sia una caratteristica discriminante della modernità, è oggi una affermazione quasi scontata. Ma chi la sostiene dovrebbe essere in grado di rispondere ad almeno due questioni
preliminari: a che cosa si sostituisce, da che cosa è preceduta l'autoreferenzialità? E in secondo luogo: è davvero certo che l'autoreferenzialità sia una "scoperta" della modernità? Alla prima
questione si può rispondere in modo inequivocabile: il mutamento di paradigma che sancisce l'inizio dell'epoca moderna concerne il passaggio dal primato della analogia al primato della
autoreferenza. L'analogia rappresenta l'orizzonte speculativo all'interno del quale si muove per lo più la filosofia classica e medievale. In essa trova posto una concezione stratificata del reale
il cui fondamento metafisico risiede nella dottrina della partecipazione. Solo quando questa concezione stratificata (dal particolare all'universale, dalla specie al genere e così via) viene messa
in discussione, si può cominciare a parlare di modernità. D'altra parte è altrettanto legittimo dubitare della ricostruzione storica che attribuisce alla modernità il primato
dell'autoreferenzialità. Nelle argomentazioni logiche e gnoseologiche sia classiche che medievali l'operazione autoreferenziale è già conosciuta e affrontata in modo rigoroso, sia nei suoi
risvolti positivi (l'autocoscienza ad esempio), sia nei suoi risvolti negativi (i paradossi). Resta allora da capire in che cosa consista davvero la cesura che separa le strutture teoriche ed
epistemologiche moderne da quelle premoderne e in quale misura la modernità sia del tutto scevra da problematiche di tipo analogico.
Colmando una lacuna notevole della cultura filosofica e
scientifica contemporanea, questo libro si propone come primo passo verso una comprensione dei complessi e articolati rapporti che sussistono fra analogia e autoreferenza. Gli studi qui raccolti
prediligono un livello di argomentazione teoretico piuttosto che storico-ricostruttivo, come mostrano del resto le nuove formalizzazioni della analogia presentate nei
saggi di Basti, Testi e
Strumia, le quali si affiancano alla "classica" formalizzazione di Bochenski, qui per la prima volta tradotta in italiano. I contributi di Cevolini, Parenti e D'Agostini mirano d'altra parte a
chiarire il nesso che lega fra loro autoreferenzialità, analogia e paradossalità, discutendo di volta in volta sia la possibilità di paradossi non autoreferenziali (D'Agostini), sia la possibilità
di concepire l'analogia fisica come presupposto dell'autoreferenzialità moderna (Cevolini), sia infine la possibilità di usare l'analogia come strumento di soluzione dei paradossi linguistici
(Parenti)."
- "Il realismo ontologico di Gustav Bergmann," Rivista di Estetica 24 (2004).
- "Ontologie analitiche," Rivista di Estetica 26 (2004).
A cura di Massimiliano Carrara e Pierdaniele Giaretta.
- "Il pregiudizio a favore del reale," Rivista di Estetica 30 (2005).
A cura di Luca Morena e Achille Varzi (sulla teoria dell'oggetto di Alexius Meinong).
- "Semantica e ontologia," Rivista di Estetica 32 (2006).
A cura di Luca Morena e Giuliano Torrengo.
- Il problema dei fondamenti. Da Aristotele a Tommaso d'Aquino all'ontologia formale. Edited by Strumia Alberto. Siena: Cantagalli 2007.
- Bottani Andrea. Il riferimento imperscrutabile: olismo, ontologia e teoria del significato. Milano: Franco Angeli 1996.
- Carrara Massimiliano. Impegno ontologico e criteri d'identità. Un'analisi. Padova: CLEUP Editrice 2001.
- Hartmann Nicolai. Introduzione all'ontologia critica. Napoli: Guida 1972.
Traduzione italiana di: Der philosophische Gedanke und seine Geschichte, Systematische
Selbstdarstellung, Neue Ontologie in Deutschland.
- Lesce Francesco. Un' ontologia materialista. Gilles Deleuze e il XXI secolo. Milano: Mimesis 2005.
Indice: Prefazione di Toni Negri 5; Introduzione. Gilles Deleuze.
L'anomalia materialista. 7; I. Dýnamis tôn pánton 13; II. Ontologia positiva: Sein ist Zeit 33; III. Materia-tempo 63; IV. Della potenza d'essere. "Gioia eterna del divenire" 87;
Conclusioni. Del pensare e del creare. In nome di un "popolo a venire" 123-127.
"Un'«ontologia materialista» è il titolo di questo lavoro su Deleuze di Francesco Lesce. Un discorso
singolarmente maturo che riesce infatti a percorrere, ad un tempo, l'itinerario filosofico di Gilles Deleuze e a costituirlo in una articolata ontologia materialista per il presente. Il confronto
che Gilles Deleuze sviluppa con le filosofie del `900 è qui ricostruito in maniera piena. Con qualche passaggio che senz'altro arricchisce le letture che di Deleuze si sono fatte.
C'è in
Deleuze una capacità di definizione e scavo dell'immanenza assoluta che strappa la fenomenologia del moderno alla caratterizzazione che ne avevano dato Heidegger e la fenomenologia.
Successivamente, l'analisi della temporalità si confronta qui con lo «slancio vitale» di Bergson, anche in questo caso strappando il contesto ontologico ad ogni precostituzione ed ad ogni
teleologia dell'essere. Il bergsonismo costituisce uno degli strati dell'indagine deleuziana, in nessun caso la soluzione del problema ontologico. In positivo: prima Hume, poi Spinoza, permettono
a Deleuze la definizione della potenza d'essere; quanto la demistificazione empirista degli universali e dei processi di causazione sia importante e come questa si impianti sui presupposti
dell'immanentismo moderno, Lesce comincia a mostrarlo con estrema chiarezza. Del legame Spinoza-Deleuze sappiamo ormai tutto, ma del processo costitutivo humiano, da Deleuze così profondamente
letto, in realtà nella letteratura deleuziana si dice poco. Si preferiscono riferimenti generici a qualche corrente pragmatista o letteraria americana piuttosto che l'insistenza sulla critica
humiana (Hume come alternativa di Kant). E a partire da questo inquadramento generale che - secondo Lesce - la dimensione della praxis diventa fondamentale in Deleuze e rappresenta la
soluzione del suo pensiero. Una soluzione positiva, una politica che si fa immediatamente ontologia, che assume la critica e la dissoluzione del positivo come apertura all'avvenire, come avventura
etica." p. 5.
- Orilia Francesco. Ulisse, il quadrato rotondo e l'attuale re di Francia. Pisa: Edizioni ETS 2002.
- Pagani Paolo. Contraddizione performativa e ontologia. Milano: Franco Angeli 1999.
Presentazione di Carmelo Vigna
- Poli Roberto. Ontologia formale. Genova: Marietti 1992.
"L'autore che con più attenzione ha cercato di delimitare il concetto di ontologia formale è stato Husserl.
Dalla prima formulazione delle Ricerche logiche, alle analisi presenti nella successiva e variamente stratificata produzione teoretica husserliana, il concetto di ontologia formale, pur
presentando raffinamenti e articolazioni, rimane sostanzialmente immutato nei suoi tratti fondamentali. Il fatto è degno di nota perché indica che la retrocessione genetica al fondamento
costitutivo dell'esperienza esula dall'ambito pertinente alle questioni di ontologia formale. Le motivazioni che supportano questa osservazione rinviano al fatto che l'ontologia formale tratta
l'oggetto come qualcosa che è già stato costituito e che in un qualche modo è dato, mentre non si cura del processo di costituzione dell'oggetto né dei suoi modi di datità soggettiva. Questo solo
fatto è sufficiente a spiegare la ragione per cui si è finiti con il parlare di ontologia formale in due distinti sensi. Una accezione perfettamente congruente al main stream della filosofia
contemporanea è quella che possiamo definire analitica: l'ontologia formale è quella sezione dell'ontologia che si ricomprende dal punto di vista della logica formale. Il principale esponente di
tale posizione è certamente Nino Cocchiarella. A partire dal riconoscimento che ogni particolare scienza riguarda il suo specifico «modo di essere», egli afferma che «la metafisica..., o ciò che
possiamo chiamare ontologia formale, riguarda lo studio e lo sviluppo di differenti formalizzazioni che concernono il sistematico coordinamento di tutti i 'modi' o categorie dell'essere sotto le
più generali leggi. Usualmente... ogni 'modo di essere' all'interno di una particolare ontologia formale è rappresentato da un tipo di variabile vincolabile, il cui ruolo sintattico dovrebbe
riflettere... il ruolo ontologico di tale "modo di essere"». In tale accezione l'ontologia formale studia in particolare le caratteristiche logiche della predicazione e delle varie teorie degli
universali. L'altra accezione, che chiameremo fenomenologica, trova come detto i propri riferimenti primari nei lavori di Husserl, in particolare nelle Ricerche logiche, nelle Idee, in Logica
formale e trascendentale e in Esperienza e giudizio. In prima istanza, di essa possiamo dire che è interessata in particolare ai problemi delle parti e dell'intero e della dipendenza. Nonostante
le loro differenze, le due forme di ontologia formale presentano, per molti aspetti, rilevanti sovrapposizioni. In ogni caso a tutt'oggi manca sia uno studio sistematico delle categorie e degli
strati che compongono la ontologia formale sia una analisi sistematica dei temi affrontabili da una ontologia formale. Una delle ragioni che può contribuire a spiegare tale mancanza risiede nel
fatto che la distinzione fra le due accezioni di ontologia formale, per quanto apparentemente semplice e non problematica, nasconde in effetti sia le ragioni della loro sostanziale unità sia i
reali motivi della loro effettiva differenza teoretica." pp. 51-52 (note omesse).
- Scognamiglio Carlo. La teoria ontologica di Nicolai Hartmann e la processualità del reale. 2003.
Disponibile on line all'indirizzo:
http://www.filosofia.it/pagine/ebook/hartmann.pdf
- Scognamiglio Carlo. Il problema del soggetto nell'ontologia critica di Nicolai Hartmann. In Perspectives sur le sujet / Prospettive filosofiche sul soggetto. Edited by
Trincia Francesco and Bancalari Stefano. Hildesheim: Georg Olms 2007. pp. 126-145
- Scognamiglio Carlo. La Persona. Etica e ontologia in Nicolai Hartmann. Lecce: Pensa Multimedia 2010.
- Velardi Andrea. Verità e realismo. Per una ontologia dei dati della conoscenza. Reggio Calabria: Falzea 2007.
- Voltolini Alberto. Riferimento e intenzionalità: per un'ontologia del discorso. Pisa: ETS 1992.
Prefazione di Michael Dummett
D) SELEZIONE DI ARTICOLI (da completare...)
- Logica e ontologia. Epistemologia 12 1989.
Fascicolo speciale edito da Michele Marsonet
- Ontologie analitiche. Rivista di Estetica 26 2004.
A cura di Massimiliano Carrara e Pierdaniele Giaretta.
- Semantica e ontologia. Rivista di Estetica 32 2006.
A cura di Luca Morena e Giuliano Torrengo.
- Brandner Rudolf, "Aristotele e la fondazione henologica dell'ontologia," Rivista di Filosofia Neo-Scolastica 88: 183-204 (1996).
- Cocchiarella Nino, "Logica e ontologia,"
Aquinas.Rivista Internazionale di Filosofia 52: 7-50 (2009).
Traduzione di Flavia Marcacci, rivista da Gianfranco Basti, di "Logic and Ontology", Axiomathes, 12 (2001), pp. 117-150.
"Viene offerta una breve rassegna storica della relazione fra logica e
ontologia e dell'opposizione fra le concezioni della logica come
linguaggio e della logica come calcolo. Argomenteremo che la
predicazione è più fondamentale dell'appartenenza e che differenti
teorie della predicazione sono basate su differenti teorie degli
universali, essendo le tre più importanti il nominalismo, il
concettualismo e il realismo. Queste teorie possono essere formulate
come altrettante ontologie formali, e confrontate le une con le altre in
base al loro potere esplicativo. Dopo una breve sintesi di questo
confronto, argomenteremo che una forma estesa di realismo concettuale
fornisce l'ontologia formale più coerente e che, come tale, può essere
usata per difendere la concezione della logica come linguaggio."
- Dappiano Luigi, "Le parti e l'intero nella concezione
di Aristotele: la holologia come progetto di metafisica descrittiva
(I)," Axiomathes 4: 75-103 (1993).
- Dappiano Luigi, "Le parti e l'intero nella concezione
di Aristotele: la holologia come progetto di metafisica descrittiva
(II)," Axiomathes 4: 227-248 (1993).
- Hintikka Jaakko, "Definire la verità, tutta la
verità, nient'altro che la verità," Rivista di Filosofia 86:
3-54 (1995).
- Kutschera Franz von, "Metodi formali nelle indagini
filosofiche," Epistemologia : 77-94 (1992).
Traduzione di Antonella Corradini.
- Libardi Massimo, "Teoria delle categorie semantiche e
teoria dei tipi," Quaderni del Centro Studi per la Filosofia
Mitteleuropea 3: 129-156 (1991).
- Marsonet Michele, "Quine e l'ontologia,"
Epistemologia 12: 145-164 (1989).
- Meixner Uwe, "Una ricostruzione logica della teoria
della predicazione platonica," Epistemologia : 165-174 (1992).
Traduzione di Antonella Corradini.
- Montecuccco Luisa, "Ontologia e semantica formale,"
Epistemologia 12: 173-190 (1989).
- Montecucco Luisa, "Ontologia e semantica formale,"
Epistemologia 12: 173-190 (1989).
- Mulligan Kevin, "Metafisica e ontologia," Aut-Aut
310-311: 116-143 (2003).
- Poli Roberto, "Categorie semantiche e ontologia,"
Quaderni del Centro Studi per la Filosofia Mitteleuropea 3: 99-128 (1991).
- Poli Roberto, "Elementi per una piattaforma di
categorizzazione semantico-ontologica," Axiomathes 11: 103-136
(2000).
-
Varzi Achille, "Sul confine tra ontologia e
metafisica," Giornale di Metafisica 29: 285-303 (2007).
PUBBLICAZIONI DISPONIBILI SU INTERNET (in formato PDF)
Kevin Mulligan - Metafisica e ontologia - Aut Aut 310-311
(2002): pp. 116-143.
Achille C. Varzi - Sul confine tra ontologia e metafisica - Versione finale
pubblicata sul Giornale di metafisica 29 (2007): pp. 285–303.
Gianfranco Basti - "Analogia, ontologia formale e problema dei fondamenti" pubblicato nel volume
a cura di Gianfranco Basti e Claudio A. Testi "Analogia e autoreferenza", Genova-Milano, Marietti 1820, (2004) pp. 159-236.
Claudio A. Testi - "Analogia, logica formale e paradossi"
(zippato, 152 KB).